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Street Art Torino: i murales più belli in città

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Sei un’appassionata di street art? Allora devi sapere che a Torino dal 1999 si investe nell’arte urbana. Artisti famosi hanno creato murales che valorizzano ancora di più il nostro patrimonio culturale. Basti pensare al progetto “Toward 2030, What are you doing?” che coniuga street art e impegno sociale per lo sviluppo sostenibile. Diciotto street artist si sono ispirati ai diversi goal dell’Agenda 2030 per creare le loro opere in città.

Ma vediamo nello specifico quali creazioni secondo noi vale la pena vedere. In città ce ne sono tantissime.

1. Le opere di Millo

Millo – Francesco Camillo Giorgino – è uno street artist italiano famoso che ha lavorato in diversi Paesi del mondo. A Torino ci sono 13 murales dell’artista e grazie al progetto MAUA (il museo diffuso di street art aumentata) attraverso l’app Bepart potrai anche “vivere la sua arte”, inquadrandola con il cellulare.

L’artista ha vinto il bando internazionale d’arte pubblica B-ART, realizzando così 13 facciate di edifici situati nel quartiere periferico di Barriera di Milano. Millo nelle sue opere rappresenta il rapporto tra uomo e tessuto urbano. E nell’opera che vedi in alto un ragazzo balla la breakdance con la città.

2. Cernunnos di Ufocinque

Vicino al Campus Einaudi a Torino troviamo “Cernunnos“. L’opera dell’artista Ufocinque – realizzata nell’ambito del progetto Toward 2030 – ha diversi significati. Come scrive lo street artist:”In varie tradizioni mitologiche il cervo ha rivestito un ruolo significativo. In particolare il rinnovo periodico del suo palco è stato visto come simbolo della fecondità, del rinnovo continuo della vita, dei ritmi di crescita, morte e rinascita”.

“Il palco di corna del cervo nell’opera – continua  Ufocinque – si trasfigura in rami di alberi, che proteggono un grande nido con all’interno un uovo, ovvero l’uovo cosmico, identificato anticamente con l’anima del mondo. Nella parte superiore dell’opera, una città si eleva sopra tutto, la città ideale, che non può esistere senza il suo essere sostenibile, se non in armonia con il ciclo della vita naturale. La città rappresentata ha chiari riferimenti al borgo medioevale e rappresenta il patrimonio storico artistico italiano come valore da preservare.”

Inoltre, gli spettatori possono risolvere il rebus interpretando il testo nascosto tra numeri e lettere.

Dove: Lungo Dora Siena 50, Torino.

3. Le opere del MAU

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Il Museo di arte urbana di Torino è un vero e proprio Museo a cielo aperto che consente di ammirare le opere sulle varie facciate degli edifici. Nel quartiere Campidoglio troverai oltre 180 opere dipinte sui muri delle palazzine. Il MAU è parte integrante della vita del Borgo Campidoglio. Da ammirare anche le particolari panchine di Navolio Vito.

4. L’opera di Camilla Falsini

La città delle Dame è il muro realizzato dalla street artist a Torino per Toward2030, Città di Torino e Lavazza. Lo scopo è quello di promuovere la diffusione dei Global Goals delle Nazioni Unite attraverso le opere di artisti che interpretano i 17 obiettivi. “Per la realizzazione dell’obiettivo 5 (Gender Equality) – dice l’artista – ho pensato alla figura di Christine de Pizan, nata nel 1364, la prima scrittrice donna di professione e considerata la prima femminista della storia. Quest’opera è un omaggio a lei: una donna forte, intelligente e coraggiosa come le protagoniste di cui lei stessa parla in La città delle Dame”.

Dove: Corso Belgio 79, Torino.

5. No poverty Zed One

L’artista, sempre nell’ambito del progetto TOward 2030, crea un’opera per il goal 1: eliminare ogni forma di povertà nel mondo. La ricchezza è luce e solo le azioni buone conducono alla bellezza. Al centro c’è un omino che stringe una moneta, del pane e una casa; un raggio di sole lo illumina al contrario delle zone d’ombra dove le rose sono appassite e il terreno è arido. Le nuvole malvagie sono la rappresentazione di: corruzione, mancanza di un’istruzione adeguata, guerra e reclusione, disservizio del sistema sanitario, il problema del vivere in luoghi pericolosi, la mancanza di risorse e l’inquinamento.

Secondo l’artista, le mani che reggono il portafoglio sono le stesse che si prendono cura di rimuovere le nuvole, perché solo le azioni consapevoli dell’uomo possono portare il vero cambiamento.

Dove: Lungo Po Antonelli 15, Torino.

Foto: Kevin Jarrett/Unsplash